mi parli

elina brotherus
Quando mi parli ti trasogni
nei tuoi suoni, mi guardi e no ti accorgi
che sto per affogare. Mi lasci sola
nel mio schiumoso mare.

Cuando me hablas te internas
en tus ruidos, me miras y no percibes

que estoy por ahogarme. Me dejas sola
en mi mar espumoso.

madre

Era questa la madre che volevo,
scura e malinconica
-  Jacques Emile Blanche - qui -
lontana dal mondo
ansiosa.
Parla poco e si mangia le parole.
Cade qualche volta e si rialza in fretta.
Era questa la madre che volevo,
scura dolorosa
zoppa
e ho lottato contro le sorelle
ho distrutto i fratelli
perché era questa la madre che volevo,
volenterosa ampia chiusa prigioniera.
Non volevo altra madre che questa,
capelli mai cresciuti che non trovano
forma né pace, la copia trasandata
di se stessa, sfatta di dolcezza,
l'unico lusso era la sua fuga
davanti allo specchio
mentre si vestiva.
Davanti allo specchio mentre si vestiva
lo sguardo le si divaricava
perduto in un'immagine futura,
la prima ladra in lei riconoscevo
che mi rubava l'immagine sicura
e la portava fuori e regalava
quello che solo mio essere doveva.

qualcosa

Qualcosa che all’oggetto non s’apprende,
un secchio vuoto che non mi raccoglie.
Tenevo i mesi silenziosi in una trama
che doveva risplendere di voce.
Provavo a dire mi si sfilacciava.
Non è né rete né mantello, è solo schermo,
io non catturo niente e non mi copre
ma separa un silenzio dal silenzio.
Quell’altro suono labirintico e interiore
esercitato in solitudine per strada
e nei risvegli, non risultava,
non mi si mostrava.

fuori

L.Mattotti
qui

Fuori in realtà non c’era cambiamento,
è il morbo stagionato che mi sottrae alle strade:
dentro di me è cresciuto e mi ha corrotto gli occhi
e tutti gli altri sensi: e il mondo
arriva come una citazione.
Tutto è accaduto ormai, ma io dov’ero?
Quando è avvenuta la grande distrazione?
Dove si è slegato il filo, dove si è aperto
il crepaccio, qual è il lago
che ha perso le sue acque
e mutando il paesaggio
mi scombina la strada?

Afuera en realidad no ha habido ningún cambio:
es el morbo estancado lo que me sustrae de las calles;

creció dentro de mí, me corrompió los ojos 
y los demás sentidos; y el mundo llega
como una especie de cita. 
Ya todo ha sucedido, ¿pero yo dónde estaba? 
¿Cuándo tuvo lugar esa gran distracción?
¿Dónde se cortó el hilo, dónde se abrió
la grieta? ¿Cuál es el lago 
que ha perdido sus aguas
 y, al cambiar el paisaje, 
me confunde el camino?

due scalini

L. Mattotti
                               Due scalini saranno la distanza
                               Perché i miei piedi non calpestino
                               il vestito e allora due scalini
                               più tardi arriverò
                               leggermente in ritardo
                               a consumare lo spazio
                               che rimane - ah per le mani
                               non ci sono scuse -
                               a trasformarle in carezze
                               le incertezze.

ormai

De Chirico
Ormai è sicuro, il mondo non esiste
la sua materia labile che si trasforma
in gioia o dannazione. Quella parete
quella parete, quella strada, quel muro,
quell'occasione infetta che è nella mia testa.
I pensierini. Il tempo.
Mi scivola via l'anima
e io non la trattengo.

inutile

Tung Yue Nang - qui -
È inutile fare sforzi
diventare piú adulti piú maturi
interessarsi alle tante sorti
del mondo nei giornali
e intanto guardare con sensi approssimati
scomparse e ricomparse
dentro e fuori e i minuscoli regali
della memoria inacidita
nelle scatole e nelle scatolette.

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La memoria è anche conforto, con la memoria ci sentiamo interi.

pioggia

serena vasta
La pioggia mi riporta
i pezzi dispersi
degli amici, spinge in basso i voli
troppo alti, dà lentezza alle fughe e chiude
al di qua delle finestre finalmente
il tempo.

La lluvia me trae de nuevo
los fragmentos perdidos
de los amigos, empuja hacia abajo
los vuelos demasiado altos, refrena las fugas
y obtura finalmente ante las ventanas
el tiempo.


cielo

Maledetto sia lui, gozzoviglia di nuvole,
cielo affogato! Era proprio lassù
che doveva compiersi la mia somiglianza,
lassù così in alto, nel mutamento impalpabile
doveva avvenire la processione dei mali.
I miei occhi guardano il cielo ogni momento,
persino di notte, per vedere la minaccia
visibile, densissima e cupa. Ma spesso vedono
azzurri così vasti da far sentire la vergogna
del sospetto. Eppure so dal battito del mio cuore
cosa si nasconde dietro lo splendore, come
in un attimo la luce verrà scansata
dal bianco opaco, dalla tronfia corpulenza
di una nuvola e come di nuovo
verrà evocata la palude.

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Leonardo Cremonini Le couchant à  la vitre,1988

Arrivano, lentamente e pesanti da lontano
premendo contro il sole, spinte dal silenzio
mammone tettone; ma se resta anche un solo pezzo
azzurro io, gelosa del vuoto, mi agito e le chiamo
alla conquista e corro da una finestra
all'altra a spiare dietro le cupole finchè
un'antenna che trema mi promette la tempesta.

tentazioni

fotart
               Quante tentazioni attraverso
                nel percorso tra la camera
                e la cucina, tra la cucina
                e il cesso. Una macchia
                sul muro, un pezzo di carta
                caduto in terra,un bicchiere d'acqua,
                un guardar dalla finestra,
                ciao alla vicina,
                una carezza alla gattina.
                Così dimentico sempre
                l'idea principale, mi perdo
                per strada, mi scompongo
                giorno per giorno ed è vano
                tentare qualsiasi ritorno.



Cuántas tentaciones atravieso
en el recorrido entre la pieza
y la cocina, entre la cocina
y el baño. Una mancha
en la pared, un pedazo de papel
caído en el piso, un vaso de agua,
un mirar por la ventana,
hola a la vecina,
una caricia a la gatita.
Así olvido siempre
la idea principal, me pierdo
por el camino, me desarmo
día a día, y en vano

cuore

Paulette Tavormina
qui 
Sì, sì, come l'altr'anno, tra il ventitré
e il ventiquattro giugno, quando sentivo il cuore
crescermi e irradiarsi, cuore in solstizio,
in espansione massima di luce.
Tutti quei raggi allora - ricordo che mangiavo
ciliegie enormi e quasi troppo dolci -
avevano un approdo, anche se lontanissimo
e insicuro. Ma adesso cosa mi invento
per questo cuore che si ripete
così ubbidiente alla stagione,
dove lo mando adesso, in quale vuoto?

frenetica luce

Rothko - qui -
Frenetica luce smisurata
che piaga i muri e triplica le ombre,
che crepita nel sonno e nel mio corpo penetra
e dalle stanze chiuse lo distoglie
perché sia esposto al vanto del mattino.

Ecco la vivida materia
che si solleva e scalpita;
carri veloci, inseguimenti e guerre
e per il cuore alte ceremonie.

Ma dove sono i corpi, i mie compagni?
Lenti e domenicali si stiracchiano
e dopo un bagno lungo che li imbambola
stanchi si chiudono al buio dei giornali.

eden

pompei

L' Eden
Mi hanno mandato via?
E io me lo rifaccio.
E visto che ci sono lo miglioro.









Pompei,
Casa dei cubicoli floreali o del frutteto


 

casa

Patrizia Cavalli

«Ecco, l’amore è un po’ come questa casa, scomoda, difficile, per niente funzionale. Stanze quasi tutte uguali, con un tavolo, qualche sedia, una poltrona, un divano per sdraiarsi e ovunque l’inerzia padronale degli oggetti. Ma certe sere, un po’ ebbra, con tutte le mie belle luci accese guardo questa casa, la guardo e mi commuove».

amore

Patrizia Cavalli
«L’amore, che è la cosa più naturale al mondo, è anche la più cerebrale. E infatti lo riconosci solo quando entra nel tuo pensiero e ci resta. Un’inesausta immaginazione ragionante senza alcun esito pratico ai fini del piacere, e da cui però non ci si può sottrarre. Ricorda Dante? Amor che nella mente mi ragiona... E’ per questo che è necessario fare l’amore. Gli unici momenti in cui si smette di pensare a chi si ama è quando si è tra le sue braccia. Un gran riposo, anche fisico. Persi in quel vasto paesaggio che è il corpo amato, ci dimentichiamo delle nostre singolarità corporee, belle o brutte che siano».